È passato un anno dalla pubblicazione di Half Life 2 per PC ed ancora, nonostante una buona dose di titoli di livello, il gioco di Valve se ne sta lassù a guardare dall’alto un genere che per dire qualcosa di nuovo non sa più che carte giocare. Con molto rumore, Half Life 2 ha creato una serie d’onde che ancora devono infrangersi nel mare dei ricordi, grazie ad una comunità di modder che con Source, il motore che muove il gioco, stanno facendo di tutto. Forte del suo passo e non curante del lancio di Xbox 360, HL 2 arriva su Xbox con una conversione che ha del sorprendente per come porta, su una macchina vecchia di quattro anni, uno dei giochi più belli dei personal di ultima generazione e che, nonostante manchi di qualsiasi modalità multiplayer, ogni giocatore dovrebbe provare a portare a termine.
City 17
È un po’ strano trovarsi a dover parlare di uno dei giochi più chiacchierati degli ultimi tempi a distanza dalla sua prima pubblicazione. Chi voleva saperne, probabilmente, sa già di cosa si tratta. Difficile trovare qualcuno che non abbia idea di quale sia la nuova storia che vede protagonista Gordon Freeman, scienziato atipico con una particolare propensione a salvare il mondo. Però, non si sa mai. Può darsi che ci sia qualcuno che, non avendo un PC sufficientemente dotato da poter far girare HL 2, abbia deciso di distogliere lo sguardo e far finta che non fosse uscito uno dei più bei giochi degli ultimi anni, e può anche darsi che ci sia qualcuno che, incredibilmente, si sia ormai abituato a giocare ad un Fps comodamente seduto in poltrona con un pad in mano, piuttosto che con mouse e tastiera davanti ad un monitor. Per queste persone c’è un lavoro da compiere. Una bella avventura, un crescendo continuo di emozioni e di qualità del level design, a partire da una fuga sui tetti di City 17, affollata di soldati persecutori e di combattenti della resistenza, fino all’epilogo al centro del male, senza prendere fiato.
quella che vi resterà impressa è una costante progressione di qualità con alcune fasi davvero memorabili
Davvero, quello che stupisce del lavoro di Valve è la qualità e la cura riposte nel level design, è l’abilità di riuscire a rendere coesi una serie di livelli dalle meccaniche più varie, così da dare l’idea di un lungo viaggio che, tra tante locazioni diverse, si ricompone in un continuo spaziale in cui non si perde mai la bussola. Alcune sezioni, a dire il vero, sono più lunghe di altre e sembrano più espedienti per aumentare la longevità del titolo, ma quella che vi resterà impressa è una costante progressione di qualità con alcune fasi davvero memorabili. C’è di tutto in Half Life 2, dalle sezioni di guida, alle citazioni da titoli come Call of Duty, alle sezioni di platform, fino a quella piccola chicca che è Ravenholm, un evidente omaggio alla scuola dei survival horror, tanto fuori contesto, quanto dannatamente divertente. La tecnologia che opprime e che libera, la scienza che insegna e che nasconde, le bugie e le verità di una sequela di emozioni come quelle che solo i migliori film e i migliori libri sanno suscitare.